Nessun acquirente per l’Asmt. Il Comune si gioca il tutto per tutto in zona Cesarini, prorogando i termini.

06.11.2012 08:30

Non ci voleva Nostradamus per predire che anche l’ultima asta per la vendita del 99% delle azioni dell’ ASMT e di IREN Emilia di proprietà del comune di Tortona, sarebbe andata deserta.

Se la speranza di un buon esito dell’operazione era riposta in un caritatevole intervento dell’imprenditoria locale, dobbiamo purtroppo constatare che anche per i “ Padroni “ tortonesi, la regola prima è quella del business, e quindi, se mai davvero interessasse loro la partita, non è ancora giunto il momento di entrare in campo.

Nessun cavaliere bianco è arrivato a salvare la giunta assediata dai debiti ed oggi, la comunità tortonese, si ritrova nella drammatica situazione di avere il comune che affonda nei debiti.

Era quasi certo che le spietate regole del mercato, avrebbero frantumato la possibilità di vendere per il loro reale valore la partecipazione azionaria, soprattutto se l’operazione veniva portata avanti nel momento meno favorevole.

Ora dopo tre aste andate deserte, la probabilità di dover vendere la partecipazione azionaria ad un prezzo nettamente inferiore al reale valore dell’ azienda, rischia di diventare una certezza.

Peccato per il comune, ma peccato soprattutto per i cittadini, che vedono giorno dopo giorno svilire il valore di un’azienda costruita con i soldi e con il lavoro dei tortonesi.

Per noi di SEL,  che ci poniamo nella storia di quella sinistra tortonese, che nel dopo guerra ha costruito una città solidale, in cui le aziende pubbliche garantivano ai cittadini servizi efficienti a prezzi equi, è amaro ed intollerabile dover assistere alla distruzione del welfare locale.

Il momento è davvero drammatico, e ogni cittadino, ogni forza politica deve assumersi la propria parte di responsabilità, questo debito enorme non è nato ieri, è il frutto di scelte politiche sbagliate, ripetute negli anni e di cui il centro destra locale ha la piena responsabilità.

Se davvero i sacrifici che i cittadini dovranno affrontare sono inevitabili, è indispensabile un processo di trasparenza, che faccia chiarezza sulle cause e sugli amministratori che con il loro comportamento hanno creato la voragine finanziaria.

Ma al di là delle responsabilità politiche ed amministrative, che non possono non essere accertate, esiste l’inderogabile urgenza di far uscire la città dal pantano dei debiti, con misure che non colpiscano i ceti popolari, e soprattutto, vista la drammatica esperienza che in questi giorni sta vivendo la città di Alessandria, eviti il dissesto.

Servono, per fare questo sforzo straordinario, nuovi amministratori, legittimati dal voto e da un mandato politico ben preciso

Ed è anche per questo, oltre ben inteso per le precise responsabilità di coloro che hanno amministrato portando il comune verso il dissesto, che le dimissioni di questo ceto dirigente cittadino non sono più rinviabili.

Per qualcuno di loro, che in  questi tre anni, in verità si è dovuto far carico, quasi da solo, di responsabilità non certo sue, sarà probabilmente un momento liberatorio, tale da fargli dire, se gli sarà consentito: “Fioi ang’ la faas pu’”, perché in fondo, come si diceva una volta degli avversari politici “ E’ pur sempre un bravo ragazzo”.

SEL PROV. ALESSANDRIA                                                                           SEL TORTONA