LUCIFERO E SANITA’ ALESSANDRINA

30.08.2012 14:46

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. 

Questo è il passo più famoso di un noto film di Ridley Scott del 1982 (30 anni fa).

“Ne abbiamo viste cose che Voi Alessandrini non potreste immaginarvi, Pazienti appena operati allettati a 38 ° C  alla ricerca di refrigerio con bottigliette di acqua sulla fronte, infermiere compassionevoli sventolare riviste per dare sollievo ai pazienti più in difficoltà, chirurghi 12 ore in sala operatoria legati da una catena simbolica che si chiama dedizione al malato, e tutti quei momenti andranno perduti a favore di un bilancio aziendale che se ne frega della qualità della vita di persone bisognose di cure.

E’ tempo di cambiare”

Questo è un modo forse colorito per accomunare un film di 30 anni fa che ribadiva a chiare lettere che, le persone anche se “replicanti” sono sempre persone e vanno trattate con la dignità che gli spetta.

Abbiamo vissuto in questi giorni il reparto di chirurgia del Dott. Spinoglio e, abbiamo notato che l’aspetto “alberghiero” della struttura non è assolutamente paragonabile alla qualità professionale del Primario e dei suoi collaboratori.

Ho letto spesso negli occhi dei “professionisti” un po’ di vergogna (accompagnata da 1000 scuse) per il disagio termico.

Inviteremmo il DIRETTORE GENERALE e i suoi più stretti collaboratori a coricarsi per solo 1 ora sui letti di quel reparto da “sani”e, verificare lo stato dell’arte “on line” e, magari di farlo all’ ora di pranzo in modo da verificarne anche le “prelibatezze” riscaldate del servizio mensa.

Vorremmo anche capire dove sono finiti i sindacati in questo frangente, non crediamo che neanche per gli operatori, Medici e Infermieri, quelle siano condizioni di lavoro “accettabili”(ovvero perché non si fa intervenire lo SPRESAL).

Ci siamo presi la briga di fare un’ indagine di mercato per verificare  il bilancio di un’ operazione di “salvataggio termico” del reparto.

In una catena di elettrodomestici, un condizionatore portatile in offerta costa 220 €, siccome le stanze da refrigerare sono 13 ergo che il costo sarebbe di 2.860 €  (una cosa da creare un dissesto finanziario)(opps! Forse ad Alessandria non è bene pronunciare questo vocabolo), e se una azienda sanitaria ne compera una certa quantità forse risparmia anche qualcosa!

Tenendo anche presente che stiamo parlando di un ospedale di riferimento provinciale ci assale un po’ di tristezza e di rabbia che i DIRIGENTI al fine di conseguire il raggiungimento del budget (che sicuramente a loro porterà dei “bonus”) permettano a pazienti e operatori di vivere in un’ inferno.

LUCIFERO, quello climatico passerà, ma quello che siede nella stanza dei bottoni resterà e, anche se dovesse cambiare avrà sempre a che fare con gli sterili numeri del bilancio aziendale.

E’ tempo di cambiare, forse anche il DIRETTORE GENERALE, ma sopra a tutto la mentalità che permette di porre sullo stesso piatto della bilancia soldi e Persone valorizzando l’operato di professionisti che dedicano la loro esistenza per aiutare le ultime.

                                                                                                                              SEL TORTONA