Il Comune non sta fermando lo smantellamento dell’ospedale di Tortona

21.02.2013 08:00

Se un marziano fosse passato a Tortona il giorno dopo l’approvazione dell’Ordine del giorno votato all’unanimità del consiglio comunale, in cui si chiede al governo regionale la “ sospensione “ di qualunque spostamento di servizi di sanità, fino alla definizione di un piano completo e condiviso dei reparti di riorganizzazione dei reparti tra Tortona e Novi, avrebbe pensato, per citare Ennio Flaiano che la situazione è tragica ma non seria.

Tragica, perché così non si ferma lo smantellamento del servizio sanitario sul nostro territorio, ma non seria perché tutte le forze locali presenti in consiglio non hanno avuto il coraggio di opporsi realmente ad un progetto devastante per gli interessi della nostra comunità.

In definitiva, con questo voto unanime del consiglio comunale, vorremmo essere smentiti, ma siamo purtroppo già alla presa d’atto, della soppressione del reparto di neonatologia tortonese.

Un reparto che è stato ristrutturato in tempi recentissimi con fondi pubblici ed anche con finanziamenti forniti dalla comunità tortonese, e che a detta di molti medici e pazienti di tutta la provincia, costituisce un centro in cui si erogano prestazioni sanitarie di elevatissima qualità, tali da costituire la miglior garanzia tanto della madre quanto del nascituro.

Noi crediamo che di fronte ad una decisione presa a Torino da un Presidente politicamente squalificato e da un assessore, che sarà pur stato un bravo manager del gruppo FIAT, ma che calato nella sanità pubblica sta dando prove di assoluta insensibilità dei diritti dei cittadini ed in particolare dei malati, non ci possano essere scelte di mediazione o di rinvio a dopo le lezioni.

La sanità tortonese è fatta di professionalità e dedizione, è pagata con le tasse dei cittadini e non può essere sacrificata per pagare errori fatti da tecnici e politici incompetenti.

Sbagliano i partiti politici presenti in consiglio Comunale se accettano qualunque ipotesi che non sia la salvaguardia della struttura sanitaria così com’e stata realizzata e gestita in questi anni.

Per questo SEL è pronta a difendere il servizio sanitario sul territorio anche da sola.